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I Monili Antichi dell’Area Vesuviana

Gli Antichi Monili dell’Area Vesuviana Analisi gemmologica ed esame glittologico delle gemme Ossevazioni di tecnica costruttiva orafa. Il lavoro presente si riferisce agli esami effettuati su monili antichi facenti parte dei ritrovamenti dell’Area Vesuviana. E’ stata effettuata un’analisi gemmologica e glittologica delle gemme sciolte o montate su gioielli e un’analisi tecnico-costruttiva relativa alla realizzazione dei gioielli stessi.

Ritrovamenti Archeogemmologi

Ritrovamenti Archeogemmologi degli ultimi dieci anni

A partire dal testo I monili dell’area vesuviana curata da Antonio d’Ambrosio ed Ernesto de Carolis sui preziosi rinvenuti a Pompei ad Oplontis e Ercolano l’identificazione, la descrizione e la catalogazione dei centinai di reperti gemmologi di quell’area. Vengono così affrontati i più importanti edifici riportati alla luce ad Oplontis come “Villa di Poppea”. Tra i resti di 37 scheletri furono trovati in sacchetti di pelle o ancora indossati numerosi monili in oro, monete e moltissime gemme montate e sciolte come smeraldi, granati, quarzi, perle, ambre e coralli.

 

Ritrovamenti-Archeogemmologi

  • analisi delle perle con xeroradiografia
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    Impiego della xeroradiografia nell’indagine gemmologica qualitativa delle perle

Impiego della xeroradiografia nell’indagine gemmologica qualitativa delle perle

LA GEMMOLOGIA – Anno XII n. 1-4 Impiego della xeroradiografia nell’indagine gemmologica qualitativa delle perle Vengono qui esposti i principi del cosiddetto metodo “xeroradiografico”: questo metodo si presta particolarmente bene, in gemmologia, all’analisi delle perle. Vengono illustrati diversi esempi di evidente interesse gemmologico. La xeroradiografia, usata soprattutto nell’ambito della diagnostica medica, può essere usato anche nella ricerca gemmologica, con particolare riferimento all’analisi delle perle. L’autore ha sviluppato una metodologia che permette l’analisi e il riconoscimento delle perle naturali e coltivate (con nucleo e senza) e di eventuali loro imitazioni, al fine di stabilirne la natura e l’eventuale qualità.

Le Perle di Pinna – ARRO – Anno IX n. 4

Le Perle di Pinna dalla Collezione Castellani

I molluschi del genere Pinna producono occasionalmente delle perle che appartengono alla famiglia dei Lamellibranchi dette appunto Perle di Pinna; essi sono bivalve di grandi dimensioni (sono le più grandi esistenti al mondo, lunghi fino a 80/100 cm) di forma triangolare, con l’estremità anteriore appuntita e la parte posteriore subtroncata. L’interno delle valve è parzialmente madreperlaceo. Le perle prodotte sono concrezioni calcaree di colore rosso aranciato e pertanto molto attraenti ma non essendo completamente madreperlacee, non possono essere considerate delle vere e proprie perle per questo in molti trattati il nome Perle di Pinna è messo tra virgolette. Si tratta però di gemme piuttosto rare e poco conosciute, menzionate da Plinio nella sua opera “Storia Naturale”. Nell’esame dei gioielli appartenenti alla collezione Castellani di Via Giulia è stato individuato un ragguardevole numero di questo materiale perlifero poco conosciuto, utilizzate dall’orafo romani in varie […]

  • De re metallica
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    Archeogemmologia: tecniche, imitazioni e sofisticazioni nel mondo antico

Archeogemmologia: tecniche, imitazioni e sofisticazioni nel mondo antico

De re metallica. Dalla produzione antica alla copia moderna

L’osservazione analitica delle gemme e dei monili archeologici che generalmente le comprendono, viene effettuata prevalentemente mediante l’ausilio del microscopio  stereoscopico supportato da un’adeguata illuminazione a fibre ottiche. Tale esame consente di individuare quegli elementi i  grado di determinare sia la natura delle gemme, le tecniche usate dagli antichi artigiani e gli strumenti utilizzati in ogni particolare momento della lavorazione dai lapidari o dagli orafi. Le analisi sono effettuate su pietre quasi sempre incastonate e pertanto inamovibili. Vengono così a mancare dati importanti come l’indice di rifrazione, la densità, i caratteri ottici ecc, elementi che quando la gemma è libera dalla montatura, contribuiscono a definire con certezza la sua natura.

Archeogemmologia-De-Re-Metallica

Gli Ori di Oplontis

Gioielli romani dal suburbio pompeiano Oplontis (talora indicata come Oplonti) era una città romana o una zona suburbana della vicina Pompei, corrispondente all’attuale Torre Annunziata, in Campania, sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Nella zona sono stati eseguiti degli scavi archeologici che dal 1997 sono entrati insieme a quelli di Pompei ed Ercolano nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. (fonte: Wikipedia) Come si può leggere sul sito della Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei, durante gli scavi degli anni ’80 sono stati ritrovati monili e gioielli conservati in una cassa di legno o indossati da persone morte durante l’eruzione del Vesuvio. Questi gioielli e monili consistono in orecchini, collane, braccialetti e anelli sia d’oro che d’argento, spesso decorati con gemme.

Flavio Butini relatore per la tesi su Tormaline Paraiba

Caratterizzazione della tormalina Paraiba (varietà di Elbaite): analisi e confronto con le altre tormaline di interesse gemmologico è il titolo della tesi di laurea della dott.ssa Francesca Gaeta che ha scelto Flavio Butini come relatore.

Negli ultimi anni si è imposta prepotentemente sul mercato gemmologico internazionale, pur non facendo parte delle cosiddette “pietre preziose”. Alla sua “prima uscita sul mercato” ha raggiunto quotazioni molto elevate, successivamente si è arrivati a pagare cifre estremamente elevate, fino a 150.000 dollari al carato. In questa pietra si possono ritrovare le quattro principali caratteristiche che accomunano le pietre preziose (diamante, rubino, zaffiro e smeraldo): Bellezza, Durevolezza, Rarità, Accettabilità.

Scarica la presentazione della tesi >

IGN a VicenzaOro per la conferenza sulle perle e raggi X

“L’evoluzione dell’analisi ai raggi X applicata alle perle”. Questo il titolo della conferenza che si è tenuta lunedì 9 settembre 2013, alle ore 12,00 presso The Boutique Show Meeting Room, alla Fiera di Vicenza in occasione di Vicenzaoro.

La conferenza ha evidenziato le difficoltà operative derivanti nell’identificazione delle perle naturali e mostrato, attraverso l’evoluzione di tecniche di indagine, come sia possibile coadiuvare il gemmologo nel pervenire ad un corretto giudizio.
E’ seguita una proiezione power point con varie immagini e la dimostrazione animata di una scansione 3D di un’analisi eseguita con micro tac.

Referenti: Dott. Flavio Butini

  • Ambra Verde
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    Un materiale denominato “ambra verde”. Cosa è? Da dove viene?

Un materiale denominato “ambra verde”. Cosa è? Da dove viene?

A marzo del 2006 compare, per la prima volta, alla Fiera Internazionale della Gioielleria a Hong Kong, un nuovo materiale “gemma” denominato ambra verde dal colore